
Rozana Montiel è nota per la capacità lavorare su ciò che già esiste, generando nuove connessioni e legami. Le sue opere pubbliche, spazi collettivi realizzati tra impianti residenziali popolari esistenti o connettori in luoghi urbani sconnessi e abbandonati, lavorano con questa visione: collegare, creare senso, inserire qualità e bellezza, attivare la presa di coscienza e di cura delle comunità coinvolte. Il progetto acquisisce una carica politica attiva perché lavora attraverso pochi, chiari, elementi progettuali. L’autrice ha progettato questo libro per frammenti e non per singole unità formali, perché vince l’impianto metodo-logico e la forza degli elementi sull’individualità dell’oggetto. E allora tetto, ponte, scale, piattaforma, patio, portico si fondono con luce, ombra, acqua, linea, cerchio, gioco, giocare e comunità diventando le matrici progettuali e creative con cui ridare senso ai luoghi frantumati. Tutti questi elementi ricompongono idealmente un luogo nuovo, una città di frammenti felici in cui sarebbe bello muoversi e che rappresentano alcune delle matrici utili per intervenire con delicatezza nell’esistente. Introduzione di Luca Molinari.