
La relazione tra i due concetti di temporaneità e lunga durata rappresenta una tensione dialettica suggestiva che esplicita, nel¬la storia del progetto, l’effimero, il transitorio, l’evento che si consuma rapidamente, e la permanenza, la struttura profonda, ciò che resiste al passare del tempo. Senza voler scomodare celebri affermazioni filosofiche come il panta rhei di Eraclito o l’eternità dell’essere di Parmenide, in architettura questi due termini sono troppo spesso associati alla differenza tra la costruzione come atto permanente e l’allestimento, o evento come elemento temporaneo ed effimero. I contributi di questo volume evitano di cadere in questa semplicistica opposizione per riflettere sulla compresenza dei due tempi come condizione fondante del progetto. Non si può separare l’idea prima, l’arché, che non è direttamente associato ad una specifica opera e non subisce l’obsolescenza materiale, con l’atto del costruire, l’architettura, che in un senso generale è comunque soggetta alla sua temporaneità e dissoluzione. Ecco che, se la questione è posta in questo senso, i due termini tendono ad associarsi alle cose materiali e alle idee con inedite e originali combinazioni.